
Scleroembolizzazione percutanea
del Varicocele pelvico
Un trattamento mininvasivo, eseguito in anestesia locale, per correggere il reflusso venoso responsabile del varicocele maschile e della congestione venosa pelvica femminile senza incisioni chirurgiche.
Cos’è il Varicocele:
Un’unica anomalia venosa, due presentazioni cliniche.
Il varicocele è una dilatazione anomala e tortuosa di un distretto venoso, causata da un reflusso di sangue dovuto a valvole venose incontinenti o ad angolazioni sfavorevoli di sbocco nella circolazione profonda. Nell’uomo interessa il plesso pampiniforme, la rete di vene che circonda il funicolo spermatico; nella donna lo stesso meccanismo può riguardare le vene ovariche e il plesso venoso pelvico, dando origine a quella che viene chiamata congestione venosa pelvica o varicocele pelvico femminile.
In entrambi i casi la scleroembolizzazione percutanea rappresenta un’alternativa alla chirurgia: attraverso un piccolo accesso venoso, un catetere raggiunge la vena responsabile del reflusso e la occlude dall’interno, senza bisturi e senza anestesia generale.
Il varicocele maschile
La causa correggibile di infertilità maschile più diffusa.
Il varicocele maschile colpisce circa 1 uomo su 6 ed è quasi sempre localizzato a sinistra, per l’angolo con cui la vena spermatica sinistra sbocca nella vena renale — una configurazione anatomica che favorisce il reflusso (“effetto schiaccianoci”). Nella maggior parte dei casi è asintomatico e viene scoperto durante una visita andrologica o un’ecografia di controllo.
Quando è sintomatico si manifesta con:
- Senso di peso o dolore sordo allo scroto, che peggiora in stazione eretta e a fine giornata
- Asimmetria o riduzione di volume del testicolo interessato
- Alterazioni dello spermiogramma, in particolare riduzione della concentrazione e della motilità nemaspermica
La diagnosi si basa sull’esame clinico, integrato dall’ecocolordoppler scrotale, che conferma il reflusso venoso e ne definisce il grado.


Il varicocele pelvico femminile
Una causa spesso sottodiagnosticata di dolore pelvico cronico.
Nella donna, un meccanismo del tutto analogo a quello maschile può interessare le vene ovariche: quando le loro valvole non funzionano correttamente, il sangue refluisce e forma varici a livello del plesso venoso pelvico, spesso associate anche a varici vulvari o degli arti inferiori.
Il quadro clinico tipico comprende:
- Dolore pelvico cronico, che peggiora dopo la stazione eretta prolungata, nel periodo premestruale o dopo i rapporti
- Senso di peso pelvico e, in alcuni casi, varici visibili a livello vulvare o perineale
- Sintomatologia spesso aggravata da gravidanze pregresse
La diagnosi si avvale dell’ecografia transaddominale e transvaginale con studio color Doppler, eventualmente completata da una flebografia pelvica di conferma.



La tecnica di scleroembolizzazione percutanea
Una procedura ambulatoriale, guidata da fluoroscopia, eseguita in anestesia locale.
- Accesso venoso
Con tecnica di Seldinger si punge una vena periferica — solitamente femorale o superficiale del braccio (vena basilica) —
in anestesia locale. - Cateterismo selettivo
Sotto guida fluoroscopica, un catetere viene fatto risalire fino alla vena spermatica interna o alla vena ovarica responsabile del reflusso. - Flebografia di conferma
L’iniezione di mezzo di contrasto documenta il reflusso e mappa con precisione l’anatomia venosa da trattare. - Sclerosi ed embolizzazione
Si inietta un agente sclerosante, spesso in forma di schiuma, e/o si posizionano microspirali (coil) per occludere in modo permanente la vena refluente - Controllo finale e dimissione
Una flebografia finale conferma l’occlusione del vaso. La procedura dura in media 30-60 minuti e si conclude con la dimissione in giornata.
Vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale
Stesso obiettivo terapeutico, approccio meno invasivo.

Decorso post-procedurale
Cosa aspettarsi nei giorni e nei mesi successivi.
Nelle ore successive alla procedura può residuare un lieve fastidio in sede inguinale; l’attività lavorativa non fisicamente impegnativa può essere ripresa già dal giorno seguente, evitando sforzi intensi per circa 15 giorni.
Il controllo a distanza prevede in genere un ecocolordoppler di verifica dopo alcuni mesi. Nei casi trattati per infertilità maschile, un eventuale miglioramento dei parametri dello spermiogramma si osserva solitamente tra il terzo e il nono mese dalla procedura.
Domande frequenti
La procedura è dolorosa?
Viene eseguita in anestesia locale nel punto di accesso venoso: il disagio è generalmente minimo e paragonabile a un prelievo o a un piccolo intervento ambulatoriale.
È necessaria l’anestesia generale?
No. È uno dei principali vantaggi rispetto alla chirurgia: l’intera procedura si svolge in anestesia locale, senza necessità di intubazione o degenza prolungata.
Quanto dura l’intervento e quando si torna a casa?
In media dai 30 ai 60 minuti. Trattandosi di una procedura ambulatoriale, nella maggior parte dei casi il rientro a domicilio avviene lo stesso giorno.
Il varicocele può ripresentarsi dopo il trattamento?
Come per la chirurgia, esiste una possibilità di recidiva legata a vene collaterali non occluse; i tassi riportati in letteratura sono confrontabili tra le due tecniche.
La scleroembolizzazione è indicata anche per l’infertilità maschile?
Sì: il varicocele è la causa correggibile più comune di infertilità maschile, e il trattamento del reflusso può associarsi a un miglioramento della qualità del liquido seminale nei mesi successivi.
Quali sono i rischi della procedura?
È una tecnica con un profilo di sicurezza favorevole; le complicanze, quando presenti, sono generalmente lievi e possono includere fastidio nella sede di accesso, reazioni al mezzo di contrasto o, raramente, migrazione del materiale embolizzante.
